Pittrice e decoratrice

Incontri d'Arte

Marta Galvan

IL SOGNO DI ICARO 

Sonetto di Franco Leone 

Su un paesaggio surreale ed arcano

di colline suddivise in più strati

che si sperdon tra i crinali lontano,

splende un cielo dai color stemperati.

Su una fascia invece giù in primo piano,

in un giallo dai riflessi dorati,

si spalancano dei campi di grano,

che son dentro a una cornice inglobati.

Fuor dal quadro l’apollinea avvenenza

di un efebo con lo sguardo di vetro

ci distoglie dal mirar quel paesaggio.

Ha le ali lui in parzial dissolvenza

che diventan trasparenti sul retro

e trasformano lo sfondo in miraggio.

Le sue ali si dissolvono in brezza

e giammai potran librarsi in altezza.

Così d’Icaro fu il volo fermato:

lui con l’arte di Galvan fu salvato.

Sonetto in endecasillabi in rima ABAB ABAB CDE CDE e con quartina finale.

STUPORE

Sonetto di Franco Leone

Lei non è nuda ma appena vestita

da un damascato di seta lucente, 

ove ogni piega è mirabil scandita

da fasci tenui di luce radente.

Viene così l'eleganza esibita

su tanti scacchi in quel drappo avvolgente.

Ma ogni emozione è nel viso inibita: 

noi non capiamo di lei quasi niente, 

non percepiam se è felice o angosciata, 

se ciò che vede le dà delusione

o se i suoi occhi rifletton l'amore. 

Dalla finestra in rettangoli ornata, 

ove si affaccia ogni varia emozione

si accende l'arte tra l'ombra e il colore. 

E dietro il vetro e la sua trasparenza

l'anima svela la sua quintessenza.

Poesia di Monica Varroni

Hai detto che s'intitola così questo quadro

me lo hai dato in un giorno di vento

perchè portassi qui oggi questa parte di te

di te che non parli a parole e che fai parlare le immagini

Lo guardo, questo corpo di donna 

che ha il colore del gesso

come ne fosse stata risucchiata la linfa

lo interrogo

tu lo hai disegnato intero prima 

e poi lo hai dipinto

e poi ne hai velato un seno

con un panneggio leggero

con un panneggio che sa di gentilezza e pudore

a proteggerne l'intimità

è un corpo senza testa

spezzato da geometrie di marmi policromi

che fanno un freddo di tomba

dipinti dalla tua mano calda di donna

dalla tua mano sapiente e paziente con colori di terra

è un corpo giovane ma senza età

fissato per sempre dalla cancellazione

che ogni abuso 

sopruso

violenza

segnano nella linea del tempo 

che si interrompe

come un onte crollato

Femminilità infranta

spaccata come quel frutto di melograno

che fa centro alla scena

vivo

carnoso

reale

da poterlo toccare

da poterlo mangiare

antico simbolo

di fertilità e abbondanza

passionalità ed amore

e comunione

vorrei sgranarne

un chicco per volta

come si sgrana un rosario

in una preghiera 

e nominarle tutte

quelle donne violate

da Proserpina in poi 

da Persefone a noi

e ricordare a voi

uomini infranti

con un bisbiglio 

che scuota 

il buio infero

delle vostre menti

che da Proserpina in poi 

da Persefone a noi 

dalla fossa di quell'inferno

abbiamo sempre ritrovato

la strada della primavera.

VANITA' CELATA

Sonetto di Franco Leone 

Sette pannelli di marmi pregiati

son la cornice preziosa e incompleta

del viso in parte dai tratti svelati

di una signora superba e discreta. 

Son dalla luce i suoi occhi indagati

che mostra pur la bellezza desueta

nel lineamenti assai ben disegnati

e nel candor di una pelle di seta.

Rende il turbante il suo volto più austero, 

le piume, poi, del giunonico uccello

le danno un'aria elegante e sovrana.

Negli occhi suoi brilla l'arte di Piero, 

la bocca par l'abbia tinta Antonello,

nella sua grazia c'è pure il Laurana.

Ma qui su tutto la luce si accende

della Galvan e la sua arte risplende. 

Sonetto in endecasillabi in rima ABAB ABAB CDE CDE e con distico finale

LA CACCIATA DAL PARADISO TERRESTRE  

Poesia di Flavia Smadelli

Dal cuore suo 

puro

scorre a rivoli 

l'oro. 

E sul quadro dilaga

Antico, senso, ricco e splendente

vince il tempo, 

e raggiunge le punte silenziose

e i misteri

dell'anima

passando per severi crocevia

del pensiero

Ma talvolta

ferma dolcemente il suo cammino

e s'affaccia, 

quasi spiando dietro un sipario, 

a sorprendere

quel caldo e gioioso 

quotidiano.

FEMMINILITA' INFRANTA

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